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NISE, Federico Cavann@ in Genova "work-shop" 2009 – 2019

 

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scala 1:43

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Corina Cristea
Skies & Clouds

 

 

 

Speciale 007

 

 

 

 

Martedì 1° ottobre 2019

 Ho scovato questa replica di FORD ESCORT MK1 vincitrice del BRITISH TOURING CAR COMPETITION nel 1968. Il modello è quanto mai originale, probabile ha solo girato nelle edicole di oltre Manica e chissà come è giunta fin qui in ITALIA.

 Bello sì, ma la qualità… verrebbe da “boffonchiare” come fare farebbe solo il maestro CONTE.

 Mando giù questa spesa (15€) che sa di mezza fregatura, trattengo il mio boffonchiare e da gentleman ci lavoro dietro. Ogni tanto bisogna saper tenere allo stile.

 La noia del caldo di settembre non ha portato a scegliere un modello degno del mio sudore, ma era lì e prima poi era da upgradare (come si usa, storpiamente dire, qui in ITALIA).

 

 

 

 Il resto della storia leggetelo sorridendoci su, ma con stile per favore! Siamo gentleman.

Per continuare…

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Martedì 17 settembre 2019

 Questa volta Vi propongo un lunghissimo ma ricco articolo dedicato alla FERRARI 312P che vinse la 100 km di MONZA nel 1973.

 Stavolta devo riconoscere che l’articolo ha maggiore qualità dell’elaborazione correlata; purtroppo la base di partenza aveva alcuni difetti difficilmente correggibili o comunque, una volta corretti, non significativi per il risultato finale.

 I modelli da edicola, alle volte, sono come la roulette: esce un modello che pare la fine del mondo, lo compri, lo porti a casa e, man mano che lo osservi, ti rendi conto dei difetti che sono presenti.

 E qui iniziano le contorsioni mentali ed emotive per mettere a fuoco quante e quali modifiche o migliorie si potranno fare.

 Per una volta, però, lascio più spazio alle parole che non alle immagini del mio elaborato.

Buona lettura tutti Voi.

 

 

 

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Sabato 14 settembre 2019

 Avevo promesso che sarei tornato, dopo una breve parentesi nel dinamico, a trattare di modellistica statica. Promessa mantenuta.

 Agosto è stato un mese caldo che mi ha tolto tanta volontà di realizzare, e una birra gelata non è spesso bastata a tacitare segrete piaghe modellistiche.

 Caldo e voglia di fare non vanno spesso d’accordo ma, alle volte, scatta qualcosa che ti fa accendere il condizionatore al massimo, ti fa tirare fuori un modello dall’armadio (i nostri segreti custodi sono loro, gli armadi) ed ecco che qualcosa si realizza.

 Questa RENAULT 17 GORDINI non è un modello che avrei realizzato se non ci fosse stato l’aggancio con una concept car quotata nel 2011 ben 1 milione e cinquecento mila Euro.

 Una connessione geniale la mia o forse solo il frutto del caldo che oltre a farti sudare le mani ti rende un po’ troppo euforico. Si sa, noi modellisti siamo i leoni del pennello, capaci di associare tra loro le cose più strane e folli. Proprio come sa far fare il caldo della macaia di GENOVA in pieno agosto, magari proprio l’otto di agosto ma a ROMA...Non piangere coglione, ridi e vai (P. Conte).

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Venerdì 23 agosto 2019

 Percorro, per qualche istante, argomenti diversi.

 È il caso di questa mia scanzonata e goliardica invasione nel mondo del modellismo automobilistico dinamico. Giusto per parlarvi di un mio amore segreto: la mia adorata TAMIYA con chassis Gruppo C.

 Ho realizzato questa pagina raccontando un po’ di questa mia passione che ormai si avvia a compiere più di 25 anni. Prendetela con leggerezza, una breve divagazione. Poi tutto tornerà come prima, o quasi.

 

 

 

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Domenica 18 agosto 2019

 Mi scuso anticipatamente ma l’articolo di quest’oggi risente di foto di bassa qualità. Purtroppo, la mia macchina fotografica, digitale, fa le bizze quando il caldo si fa sentire. Portate pazienza.

 L’argomento però resta interessante nonostante le foto non delle migliori da me scattate, si tratta di un modello SPARK relativo alla LANCIA STRATOS in versione silhouette che partecipò, nel 1976, al TOUR DE FRANCE AUTOMOBILE.

 Su questa versione di STRATOS ci ho dedicato parecchio tempo per sapere da chi fu preparata e, successivamente, quale fu il suo destino.

 Purtroppo, le mie ricerche non hanno fruttato; mi rivolgo a Voi e magari qualcuno ha notizie su questa vettura in particolare che fine fece allora e se a tutt’oggi è ancora esistente (magari è stata riconfigurata nel suo assetto originale…). Speriamo che qualcuno ci sia di aiuto, Internet a parte.

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 Come avevo anticipato a giugno, da qualche tempo ho ripreso a far correre il mio modello di TAMIYA gruppo C, storico perché fu di fatto una vera e propria Pan Car.

 La pista su cui mi cimento si trova qui, a GENOVA, e più precisamente nel quartiere di PEGLI. La gestione di mini autodromo è garantita da Dall’Associazione sportiva dilettantistica C.A.R. GENOVA.

 Accedendo al loro sito potrete vedere sia il tracciato on road (in asfalto) sia quello per off road (in moquette).

 Rispetto alla mia piccola Gruppo C, i modelli di oggi hanno raggiunto prestazioni davvero eccezionali sia per le velocità sia per la tenuta di strada. Se a ciò si aggiunge di poter correre in un vero circuito, con tanto di cordoli e fondo perfettamente liscio e pulito, correre nel piazzale sotto casa appare ormai cosa lontana.

 Per comprendere il piacere della guida su un tracciato di tale portata, Vi propongo questo video che mostra un modello mentre compie alcuni giri del circuito. Particolare non da poco: non si tratta del solito video con riprese montate ma un vero camera car e che da sensazioni davvero da brivido.

 

 

 

 Accedendo al sito troverete tutti i contatti per poter prendere accordi per visitare e provare le due piste.

 Credetemi, provare ne vale la pena davvero.

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Mercoledì 14 agosto 2019

 Oggi si commemora il crollo del ponte MORANDI e le 43 vittime conseguenti.

 Oggi desideriamo ricordare le nostre vittime, i loro familiari, tutti coloro che hanno perso la casa o il lavoro a seguito di questa tragedia, per tutti coloro che per un lungo e doloroso anno si sono prodigati nei soccorsi e nell’aiuto continuo.

 Oggi come domani, a tutti loro il nostro abbraccio affettuoso, il nostro pensiero e il nostro portare loro rispetto consapevoli che è stata una tragedia inutile e che difficilmente si cancellerà.

 Oggi, alle 11:36, si terrà un minuto di silenzio in ricordo delle vittime, il più lungo minuto di silenzio che GENOVA dovrà vivere nel dolore.

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Domenica 4 agosto 2019

 Per questo mese Vi propongo una piccola parentesi cinematografica per una pellicola girata nel 1970.

 Si tratta di un film non solo dedicato ai motori di Formula 2 ma si tratta anche di un Musicarello.

 Non storcete subito il naso, Vi prego. Il film è un piccolo frammento di Storia della cinematografia italiana che, a mio modesto avviso, vale la pena conoscere e rivivere qualora si riesca a recuperarne una copia.

 Purtroppo, il film non è mai stato distribuito in formato DVD e non é scaricabile da una piattaforma di film on line. Il rischio è di perdersi qualcosa di interessante perché rappresenta una sorta di esperimento nel fondere assieme cinema di carattere sportivo con quello di genere cosiddetto “Musicarello”.

 Se lo si guarda con gli occhi di 49 anni fa, con la mentalità di allora, forse ne vale la pena e sono convinto che anche a Voi la qualità del prodotto finale non Vi parrà poi così male.

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Domenica 28 luglio 2019

 Ritorno a trattare figurini storici dopo una breve parentesi dedicata ai motori in scala 1/43 a quattro ruote.

 Vi propongo un ulteriore soggetto di ALANGER modificato nella postura e in alcune parti anatomiche per ottenere un fante russo a molti di Voi conosciuto fotograficamente.

 Premetto, prima che visionate la pagina web dedicata, non era mia intenzione riprodurre il soggetto della foto ma coglierne la storia e l’umanità in quei ultimi momenti della Battaglia di BERLINO da me in diverse occasioni, documentali e modellistiche, raccontata.

 La storia di una foto raccontata oggi, quell’oggi dove le foto sono scattate a miliardi e purtroppo prive di qualsiasi senso e futuro storico…

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 Ormai si contano i mesi e, a dirla come DE ANDRÈ, i giorni, le ore e anche i minuti per l’uscita del film “LE MANS, LA GRANDE SFIDA”. Previsto per novembre di quest’anno, il film ripropone il duello tra FORD e FERRARI durante l’edizione del 1966 e vinta dalla FORD pilotata da Bruce MCLAREN.

 Il film è stato realizzato con un budget non indifferente e conta la presenza di attori di buona caratura.

 Inevitabile che la computer grafica sia venuta in aiuto, onde evitare di distruggere modelli veri delle auto da corsa di quel tempo, ma siamo convinti, in molti, che il risultato finale non sarà deludente.

 Per ora vi è il trailer, promette bene e da parte nostra la corsa contro il tempo è inevitabilmente iniziata.

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Lunedì 20 luglio 2019

 Era da più di un anno, per la precisione dal 2017, che non pubblicavo elaborazioni di modelli di auto 1/43.

 Premetto subito che non mi si era spento in me il sacro fuoco delle vetture in scala.

 Avevo solo e soltanto bisogno di una pausa modellistica. Ormai di modelli di auto ne ho realizzati a centinaia e, dopo un po’, si ha la sensazione di produrre piuttosto che realizzare per puro divertimento.

 Rispetto ai figurini storici, le vetture in scala 1/43 lasciano meno spazio alla fantasia e alla libertà creativa; il modello è quello e tale deve essere fedele rispetto a quello realmente esistito, non ci sono margini notevoli per delle variazioni di sorta.

 Ecco che allora diviene più un mero replicare, sminuito di creatività diviene una routine modellistica che non mi appartiene. Perdonate allora questa lunga ma necessaria pausa, sicuro che è servita per rigenerare il mio desiderio di 4 ruote in scala.

 Il modello qui presentato, ALPINE A310V6, lo dedico con tutto il cuore ad Andrea CAMILLERI e al suo mondo che non è mai stato vecchio ma sempre giovane come i suoi scritti, i suoi pensieri e i suoi commenti.

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Lunedì 15 luglio 2019

 Che ne dite di un bel film documentario (docu-film come va di moda oggi) sulla vita di Bruce MCLAREN?

 Eccovi il trailer di una produzione del 2017 e che, ahimè, non ha messo piede nelle sale italiane e che purtroppo è scivolato dai palinsesti di mezza EUROPA. E poi dicono che non sanno cosa passare in TV…

 

 

 

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Lunedì 24 giugno 2019

 Ho preso qualche mese di tempo per tornare a una vecchia passione (sempre modellistica ma di tipo dinamico) che lasciavo a dormire nell’armadio da oltre 25 anni. Ho ripreso a far girare in pista la mia vecchia ma sempre fedele TAMIYA GRUPPO C acquistata nel lontano 1993.

 Si tratta di un modello appartenente alla categoria PAN CAR e che TAMIYA sviluppò per poi passare alla categoria F1, modelli alti da terra un pugno di millimetri con motore elettrico e gomme in spugna. Dal 1995 non ha più fatto mezzo metro e ora sta prendendo nuova vita man mano che sostituisco radio, batterie, motore e soprattutto gomme.

 La mano è lenta, l’occhio non riesce a seguire la vettura che ha nel suo piccolo una discreta velocità. Sono solo a un nuovo inizio e purtroppo sta portando via tempo alla modellistica statica. Non dubito che troverò un punto di equilibrio tra queste due passioni tanto vicine quanto diverse tra loro.

Nel frattempo…

Dopo diversi soggetti con uniformi dell’HEER, passo a presentare un soggetto dell’ARMATA ROSSA.

 Non è il classico sottufficiale di ordinanza ma un Capo sergente dei Cosacchi di STALIN.

 Il soggetto fa riferimento al Fronte dell’Est, durante l’offensiva per l’occupazione della Germania, nel periodo compreso fra il 1943 e il 1945.

 Questo è stato da me realizzato utilizzando un figurino in polistirene prodotto da ALANGER, azienda russa che non ha un vasto catalogo di figurini ma quelli disponibili sono di buona qualità e le sculture adatte a soggetti singoli e non solo per diorami.

 L’azienda in questione offre un prodotto di livello medio ma a prezzi ragionevoli; sono soggetti che non richiedono elaborazioni complesse e la sostituzione di varie parti (come le mani o le teste).

 Chi segue questo mio sito, e mi conosce, sa che da tempo parteggio per quella visione della modellistica dove la qualità è fondamentale ma deve avere costi accessibili.

 Detesto quella corrente modellistica, sia nello statico come nel dinamico, dove la differenza la fa il solo prezzo. Mi spiace ma non ci sto.

 In oltre quarant’anni che con passione pratico modellistica, a GENOVA credo di aver frequentato tutti i negozi del settore e la mia faccia sia nota a tanti, e so che la modellistica (o in volgare declinazione, il modellismo) vive di continuità e non di exploit modaioli.

 In un periodo di crisi economica generale, mi pare che si tenda invece a esaltare il costo a scapito della qualità e della garanzia del prodotto offerto. Beati coloro che hanno tanti “Euri” da spendere…

 Fare prezzi alti non rende il modellista o i modelli più “cool” ma crea solo eventi sporadici che come conseguenza portano ad allontanare o far desistere modellisti più attenti e coscienziosi.

 Eppure, la storia si ripete, ossia quella di assistere a individui che fanno a gara per quanto spendono e non a confrontarsi per la loro creatività e bravura.

 Come meteore dalla vita breve costoro arrivano nei negozi, in internet alle mostre, alle gare di dinamico, “sbruffonando” cifre e acquisti faraonici. Poi, come per incanto, si dileguano nel nulla lasciando il mondo dei modelli un po’ più scombussolato e con inserzioni anonime dove vendere il frutto proibito; se non peggio lasciando qualche cassonetto della spazzatura riempito della loro vanità in scala.

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Giovedì 21 febbraio 2019

 Pochi giorni fa sono scomparse due persone famose, un sarto stilista tedesco e un attore svizzero.

 Scommetto che, per molti di Voi, sarà naturale il porsi la domanda: cosa c’entrano queste due scomparse con un sito dedicato alla modellistica? Tempo al tempo e Vi sarà più chiaro.

 La prima è quella di Karl LAGERFELD.

 Non mi occupo e nemmeno seguo la moda ma la personalità dello stilista tedesco è stata emblematica per consolidare il prestigio di maison CHANEL. E non parliamo di una cosa da poco.

 Uomo dalle molte sfumature caratteriali e artistiche, lo annovero tra gli ultimi baluardi del gusto e dello stile non solo per la moda femminile ma anche di quella maschile Curiosa la sua ultima mise sempre in nero, accessoriata di occhiali scuri e guanti di pelle anche loro neri (come era abitudine di Tony CURTIS).

 

 

 

 

 La seconda personalità era l’attore Bruno GANZ, uomo di grande cultura e capacità artistiche uniche.

 Per molti, è divenuto noto dopo l’interpretazione di Adolf HITLER nel film “LA CADUTA (2004)” del regista Oliver HIRSCHBIEGEL. Non ho mai trovato particolarmente bella la pellicola, a tratti prolissa e con anse di riflessione poco convincenti. La performance di GANZ però è superlativa e, a mio modesto parere, resterà nella storia del cinema di genere.

 Bruno GANZ è stato forse l’attore, tra quelli che hanno avuto questo non semplice personaggio da interpretare, più convincente e allo stesso tempo capace di personalizzare la mimica che probabilmente è stata il frutto di prove su prove.

 Bene ricordare che il film non è un vero e proprio film bellico, di fatto le scene di battaglia a Berlino sono veramente rare, più un film storico - biografico e dovrebbe essere visto, con attenzione, alla contrapposizione tra le figure di allora e le loro intimità narrate a posteriori calate nel loro massimo momento drammatico.

 GANZ ci riesce pienamente, con una rabbia e una forza senza pari.

 

 

 

 Se ne osservo le loro personalità, i loro lavori e i risultati raggiunti, ne deduco che l’arte della rappresentazione artistica (moda come recitazione) si basa sulla capacità di coniugare un soggetto in un preciso e delineato contesto.

 Nel figurino storico dovrebbe verificarsi la medesima alchimia: l’uniforme e la sua storia posti nel contesto di una miniatura in scala non stilizzata e indefinita ma anzi dettagliata e didascalica.

 Se i limiti sono la fedeltà della replica e del contesto ambientale, la loro unione crea una sinergia che scaturisce in una reazione uguale e contraria. Il difficile quindi non è il reperire una scultura bella, non è il dipingerla; il difficile è armonizzarla e renderla capace di trasmettere oltre il solo valore meccanico (la scultura) e dinamico (la pittura).

 Qui sta il vero limite del pittore di figurini, qui lo scoglio contro cui alle volte io stesso mi areno.

 Ho la presunzione, ad ogni figurino che inizio, di poter approdare a questa chimica. In parte riesco, quasi mai su un intero soggetto.

 Mi accontento, e quest’ultimo soggetto raccoglie alcuni interessanti risultati parziali.

 Interessante il confronto tra quest’ultimo soggetto e il precedente, se non altro interessante a livello storico e uniformologico.

 Ho realizzato questo secondo figurino per dare un’idea della evoluzione uniformologica nei primi anni del conflitto e anche per confrontare due diverse realizzazioni. Il figurino della EVOLUTION MINIATURES, rispetto a una rielaborazione di parti in polistirene, ne esce quanto mai vincente anche se non proprio in tutto e per tutto.

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Domenica 27 gennaio 2019

 Urta un po’ (anzi, forse, tanto) parlare di uniformi tedesche in questa giornata, lo confesso.

Resto fermo, davanti alla tastiera, a domandarmi se pubblicare un articolo di tale genere non possa ferire l’animo altrui. Mi auguro di no, nessuna mia intenzione a essere alienato tra i due argomenti.

 Ma forse potrei farlo domani sera, con calma dopo cena.

 

. Nell’attesa di sciogliere questo dubbio, guardo fuori dalla finestra in una fredda e grigia mattina di domenica. Quanto freddo faceva quel giorno dentro ai cancelli di quel campo di concentramento?

 Le persone vanno e vengono, tutto gira come se il 27 gennaio fosse una data come tante.

 Un bambino, coperto quasi a non muoversi, ride e corre con madre e padre.

 Nemmeno lontanamente immagina cosa è il Mondo, quello oltre la sua famiglia e la sua casa.

 Crescerà, si farà le sue idee sul passato e forse si domanderà cosa accadde durante la Seconda Guerra Mondiale. Occorre allora raccontare, descrivere e spiegare fin da ora e non aspettare che le sue idee si confondano tra romanticismi storici e ritorni politici quanto mai fuori luogo.

 

 Forse, mia personalissima convinzione, occorre che il modellista storico dia il suo contributo a dare la giusta dimensione al passato, in ogni aspetto.

 Essere portatori della Storia, senza personalismi di sorta, senza cadere nei luoghi comuni e nelle verità del momento. Raccontare tutto e tutti, vincitori e vinti, vittime e carnefici.

 Raccontare un’uniforme è di fatto raccontare la Storia, quella fatta di vittime e di carnefici.

Deve essere comunque raccontata anche oggi, come quel bimbo che, nonostante sia il 27 gennaio, continua a correre felice.

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Questa Giornata della Memoria si apre con il caso dello sbarco di altri profughi da una nave, la SEA WATCH.

 Il problema della migrazione continua di profughi, in EUROPA, sta assumendo un significato quanto mai negativo e squalificante: nell’epoca attuale non sappiamo gestire questi esseri umani il cui numero è infinitesimo rispetto a quanti, tra il 1945 e il 1950, si spostarono per l’intero continente. Le cifre, ancora oggi contraddittorie, comunque si aggiravano intorno ai sedici milioni di persone che, dopo il conflitto mondiale, si mossero con scarsità di mezzi e risorse.

 Fa strano pensare che 47 individui, di cui molte donne e bambini, non siano gestibili da 29 nazioni che si reputano una unione di valori e propositi. Mi pare che siamo ancora fermi a quel 1945, dietro a un reticolato di dolore, intolleranze e tanta incapacità di affrontare la realtà che ci attenderà.

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 Proprio ieri è scomparso il compositore e musicista parigino Michelle LEGRAND.

 Nel 1969 vinse l’oscar per la miglior canzone per il film “Il caso Thomas CROWN”, film molto bello e interpretato da Steve MCQUEEN.

 Nel 1970 fu reclutato nuovamente da MCQUEEN per la stesura della colonna sonora del film “LE MANS”.

 Pur se pregevole nell’insieme dei brani, la colonna sonora non ricevette neppure una nomination.

 “LE MANS” fu una pellicola purtroppo sfortunata in tanti dettagli. Consiglio comunque di acquistare la nuova edizione della colonna sonora che include anche brani realizzati per il documentario omonimo.

 La carriera del compositore continuò alla grande e con Steve MCQUEEN si incontrò nuovamente per la colonna sonora del film “IL CACCIATORE DI TAGLIE (1980)”.

 

 Ricordiamolo tutti con affetto, proprio su un trailer le cui musiche hanno il tocco unico di monsieur LEGRAND.

 Tramite questo video promozionale, per il documentario su “Stevie” e il docu-film “THE MAN AND LE MANS”, possiamo cogliere alcuni frammenti musicali scritti dal compositore francese.

 

 

 

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Lunedì 7 gennaio 2019

 Benvenuti nel 2019, buon anno a tutti Voi. Anche se in ritardo, tanti auguri a tutti.

 Mi auguro che tutto sia andato bene durante le festività e che Babbo Natale Vi abbia fatto omaggio di tante scatole di modelli e figurini e di altrettanto materiale a corredo.

 Quest’anno ho avuto molti doni e tutti graditi. Nei prossimi mesi mi ci metterò dietro e Vi mostrerò qualche novità molto ma molto curiosa.

 Prima di dare seguito all’apertura di tante piccole meraviglie in 54 mm e in scala 1/35, Vi mostrerò altri due lavori portati a termine nel 2018 e che, tutto sommato, vale la pena vedere e conoscere se non per aspetti uniformologici peculiari.

 Quest’anno, simbolicamente, il sito festeggia i dieci anni di attività. Una decade molto movimentata dove ne sono successe di cose, sia a livello mondiale sia nella piccola ma frenetica esistenza personale.

 Purtroppo, il 2018 non è stato un anno fortunato per la mia città, in qualche modo la tragedia del crollo del ponte Morandi ha portato un influsso negativo anche nelle vite di noi Genovesi.

 Se poi si guarda nel piccolo della mia vita personale, come di tanti, questi dieci anni sono stati molto convulsi, poco chiari e con rivoluzioni di ogni tipo. Quest’ultimo però negativo in modo particolare.

 Brutto scriverlo, ma il passato è tale e non torna; quindi parliamo in ragione del futuro. Ragione per cui occorre ripartire, sia a livello cittadino sia personale. Ma sarà difficile far finta di nulla. Va bene, metto da parte il mugugno e riprendo il discorso modelli realizzati.

 Ecco un figurino che ho comprato verso il 2009, ingiustamente rimasto fermo nell’armadio – magazzino. Purtroppo, nonostante la bella e originale scultura, fu realizzato con materiali e tecniche del suo tempo ed è giunto a noi portandosi dietro tanti piccoli difetti.

 Ho cercato di porvi rimedio e di esercitarmi nella pittura di un figurino dalle ridotte dimensioni (ne sanno qualcosa i miei poveri occhi!). Questo lavoro non è stato tra i più facili, e forse tra i meno riusciti ovviamente. Eppure, ci tengo molto, perché rappresenta la mia caparbietà a tentare ciò che di fatto parrebbe per me impossibile o quasi.

 Rappresenta, forse, quella voglia di non arrendersi e di tentare sempre tutto, accettando i propri limiti e i risultati che alle volte ne conseguono. Fatica e delusione incluse.

 Dipingere figurini, nel suo essere in scala, è pur sempre una sfida e non da poco.

Per continuare…

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Lunedì 17 dicembre 2018

 Siamo entrati nella settimana prima di Natale. Desidero quindi fare a mia volta dei regali a tutte le amiche e gli amici che seguono le mie prodezze modellistiche e di arte varia.

 Ho preparato un breve articolo che interessa il mondo del cinema, Vi racconto di due film che sono tra loro legati pur se girati a distanza di dieci anni uno dall’altro e da registi differenti.

 I due film sono ambientati a SAN FRANCISCO, parlano di malavita e hanno in comune inseguimenti tra auto. Sto parlando del genere cinematografico noto come “Chase cars movie”.

 Può accadere di vedere un film per conoscere meglio un regista e scoprire che, già nel 1958, questi aveva già messo in atto idee che più tardi un altro regista avrebbe ripreso per creare uno dei film cult del cinema a stelle e strisce.

 So che l’argomento potrà essere quanto mai sui generis ma se avrete pazienza di leggerlo scoprirete una piacevole sorpresa. Parlerò di una FORD MUSTANG… Vi viene in mente niente?

 Ma sì! L’inseguimento che ha fatto la storia del cinema americano, una MUSTANG contro una DODGE CHARGER…

SIIIIIII! Esatto!

Non aggiungo altro, buona lettura.

Per continuare…

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 Due righe veloci per suggerire la visione di un sito quanto mai interessante, e per due motivi: si parla di auto da corsa e di una pilota che correndo vince la sua malattia e aiuta persone meno fortunate.

 La pilota (in quanto donna) si chiama Rachele SOMASCHINI e corre nei rally.

 È brava e vince. Vince sulle strade dei rally quanto nella vita.

 E non basta, ha tanta volontà nel combattere la sua malattia genetica quanto di aiutare coloro che ne soffrono: Rachele è infatti testimonial della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica – Onlus.

 Persone come Rachele sono specialissime, e meritano la nostra ammirazione quanto il nostro affetto.

 Visitate il suo sito e magari potete dare un aiuto per coloro che sono affetti da tale condizione.

 Grazie

Per continuare…

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Sabato 24 novembre 2018

 Ultimo, giuro solennemente, ultimissimo soggetto tedesco la mimetica policroma.

 Confesso che pure io sono stanco di dipingere centinaia di puntini ma desideravo concludere un progetto che da anni mi girava nella testa.

 Grazie alla pazienza infinita della signora Cavanna, angelo del focolare e promotrice di tali lavori, ho potuto realizzare anche quest’ultimo quarto figurino con indosso una tuta a un solo pezzo, utilizzata quasi sempre e in maggioranza dai corpi dei carristi tedeschi.

 La base di partenza è stato un vecchio figurino della ormai praticamente scomparsa VERLINDEN PRODUCTION al quale poche modifiche e una testa HORNET (per dovere di cronaca lo riporto) hanno ridato nuova vita.

 Per questo ultimo lavoro ho dato fondo alle mie energie modellistiche, lo confesso che all’ultimo ero quasi dell’idea di metterlo in “pausa” e di darmi ad altri passatempi.

 L’angelo di casa ha saputo intervenire e prontamente incoraggiarmi a finirlo.

 Insomma, grazie a Lei se posso aver chiuso questo prolungato e non sempre facile progetto. Alla fine, anche nella mia vita modellistica, devo un grazie speciale a una donna.

 Cara moglie: stasera laverò i piatti e farò il bravo, laboratorio chiuso e festeggiamenti del caso.

 Grazie a Te.

Per continuare…

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 Se vi è un film manifesto sui limiti che gli uomini hanno rispetto alle donne, quello è proprio “La strana coppia (The odd couple)” del regista Gene SACKS.

 I due attori, MATTHAU e LEMMON, seppero mettere su pellicola tutti i limiti che gli uomini hanno (in ogni tempo) senza al loro fianco le donne, mogli come madri.

 Seppero raccontare gli uomini in modo ironico mettendo in evidenza quanto il mondo femminile mancasse in quei due strambi personaggi, uomini persi in una NEW YORK sempre meno pittoresca e più che mai frenetica.

 Ma la storia delle donne, nel mondo e in ogni tempo, non è sempre accostabile ad attori così bravi e umani. Nella vita di troppe donne vi sono stati uomini pessimi, della peggior qualità umana.

 Questi uomini non solo hanno distrutto se non minato le loro vite, sono stati la causa di prole successive che ne hanno ereditato la violenza, lo squallore quotidiano e la totale assenza di rispetto per chi era a loro vicino.

 Il 25 novembre si celebra anche qui a Genova il momento del rispetto, specie verso le Donne e verso coloro che sono, come loro, creature deboli e indifese.

 Chi come me ha letto molto sulla Seconda Guerra Mondiale sa quanto le donne furono oggetto di atroci crimini, combattenti coraggiose e uniche nel saper ricominciare da zero a fine conflitto.

 Impariamo, cari uomini, impariamo e rispettiamo.

Per continuare…

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Lunedì 29 ottobre 2018

 Non desidero tediare Voi, carissime lettrici e lettori, su quanto sia stata calda l’estate ultima.

 Il cambiamento climatico, a mio modesto e ignorante parere, inizia a farsi sentire; forse qualche domanda sarà il caso di porsela prima che la cosa prenda una pessima piega.

 Nel frattempo, Vi propongo un figurino realizzato nel settembre ultimo e quando qui, a Genova, faceva ancora parecchio caldo.

 Ulteriore figurino con una uniforme tedesca, sempre appartenente a una divisione delle Waffen SS.

 Le varianti, in questo caso, sono rappresentate dal contesto (tutto Mediterraneo) e dal tipo di uniforme (tropicale).

 A unirle quindi un corpo specialistico che, normalmente, lo vediamo contestualizzato in NORMANDIA o in RUSSIA (fronte est, più in generale).

 A ispirarmi per questo ultimo lavoro (in realtà ne ho altrui DUE figurini tedeschi, belli e particolari ma sappiate aspettare pazientemente ancora qualche giorno) è stato il testo biografico del generale Frido VON SENGER UN ETTERLIN e un vecchio figurino di VERLINDEN.

 Confesso che la riscoperta dei figurini di VERLINDEN (quelli del periodo belga…) è stato estremamente piacevole.

 Intanto sono riemersi i ricordi di quegli anni ’90 in cui l’ITALIA era veramente un punto di forte vitalità modellistica e di cui sono stato onorato anche come protagonista in diverse occasioni. Mostre storiche come quella di SAINT VINCENT (Le Petit Soldat), ROMA, per poi parlare di TORINO, REGGIO EMILIA…giusto alcune delle città in cui era prassi andare ad esporre.

 Anni fantastici dove la battaglia tra metallo bianco e resina era all’ordine del giorno. Poco di internet e tanto faccia a faccia che permetteva di vivere appieno questo hobby.

 Scrivo tutto questo per i figurinisti di oggi, che forse non hanno vissuto quei pomeriggi favolosi a ridere e scherzare in compagnia di artisti internazionali, fra una sigaretta e un caffè a parlare di pittura e stucco. Bei tempi, davvero.

 Poi un secondo motivo di positività andando a rovistare nel mio passato modellistico. Bellissimo ancora oggi aprire quelle scatolette di cartone con la mimetica americana, la foto del pezzo e zero istruzioni; trovarci dentro quei pochi grammi di resina che però erano il futuro modellistico che negli anni successivi sarebbe divenuto normalità. In tanti, ricordo bene anche alcuni sostenitori, la resina non avrebbe avuto futuro nel settore del figurino storico. Mi spiace ma ci avevo visto giusto…

 Alcuni di quei pezzi ormai sono stilisticamente e tecnicamente superati, eppure se opportunamente modificati risultano ancora validi e mantengono quel fascino che, allora, li rendeva unici e all’avanguardia.

 Quando smetto di frugare nell’armadio tra questi vecchi pezzi, richiudo l’anta perché è giunta l’ora di dormire, ho la sensazione che ho avuto un passato bellissimo e che per fortuna posso ancora continuare ad avere loro (e il loro tempo) con me.

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Mercoledì 12 settembre 2018

 Venerdì 14 settembre si terrà una commemorazione pubblica per la grande sciagura ha colpito GENOVA: il crollo del viadotto sul torrente POLCEVERA e noto come il ponte MORANDI.

 Il Comune di Genova e il suo Sindaco, Marco Bucci, hanno indetto una serie di eventi commemorativi per rendere omaggio e cordoglio alle 43 vittime.

 Vorrei che tutti coloro che potranno, venerdì alle 11.36 rispettassero un minuto di silenzio. Genova lo farà, onorando tutte le vittime con un affettuoso quanto straziante silenzio.

 

 

 

 

 Genoa still standing” come ho avuto occasione di leggere in un sito straniero, perché qui la vita è dura ma si resta in piedi qualunque cosa succeda.

 La Storia di questa città è stata costellata di drammatici eventi, nulla però ha mai piegato la sua volontà.

Per maggiori dettagli in merito alle celebrazioni commemorative del 14 settembre, seguite il link sotto riportato.

 Ci fermeremo per un minuto, non per sempre.

Per continuare…

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 Occorre andare avanti, nelle grandi questioni come nelle piccole cose che hanno fatto parte e faranno parte delle nostre vite. E io qui mi occupo di modellistica, quindi torno al mio impegno verso di Voi.

 Presento un secondo soggetto dedicato alla Divisione Waffen SS 2.SSDas Reich” presente in NORMANDIA nel 1944.

 L’elemento che unisce questi due soggetti non è solo l’appartenenza alla medesima divisione combattente, ma la tipologia di uniformi mimetiche allora in uso.

 Ricollegandoci ad altri due soggetti, torno a trattare le uniformi policrome prodotte dal 1943 fino alla fine del conflitto. Con questo terzo e ultimo soggetto, chiudo una parentesi artistica che mi ha dato molte soddisfazioni e, allo stesso tempo, messo a dura prova come pittore.

 Ricordo ancora, molti anni fa, quanto fossi ingenuo nel valutare la “facilità pittorica” per questo tipo di mimetica; credevo che fosse necessaria solo la pazienza di fare quei dannati (infiniti!) puntini per ottenere dei buoni risultati.

 L’ingenuità è la linfa dello sprovveduto, e per dare conferma di ciò basterebbe rivedere un esempio di policroma realizzata qualche anno fa.

 Come sempre a Voi il giudizio sulle mie parole e su quanto dipinto.

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“Non conosco una via infallibile per il successo, ma una per l'insuccesso sicuro: voler accontentare tutti”.

Platone

 

 

“Non vorrei che con questa vittoria ci facessimo troppe illusioni. La tenuta di strada della nostra macchina è ancora inferiore a quella della Matra 670. Dobbiamo lavorare molto. Oggi la situazione si è evoluta in nostro favore e la 312P ha funzionato benissimo”.

Jacky Icks, vincitore della 1000 km di Monza del 1973

 

 

“Il Maestro del design, autore di linee automobilistiche che hanno sedotto il mondo e che ancora oggi sono esempi di modernità e di innovazione dello stile, come la Lamborghini Miura, la Countach, la Montreal e l’incredibile Stratos”.

wwwviamodena.wordpress.com

 

 

“Passati i 50 anni, nulla vale tanto quanto un secondo posto”.

Me stesso, 2019

 

 

“Giuseppe Tomasi di Lampedusa descrive in maniera molto accurata l’ascesa della borghesia in Sicilia e la decadenza dell’aristocrazia ponendo il lettore davanti all’umanità, ai dubbi, e alle speranze degli uomini nei confronti del tempo che cambia e dell’evolversi della propria identità”.

Lisa DI lasio, 23 dicembre 2018

 

 

“Memories, pressed between the pages of my mind

Memories, sweetened through the ages just like wine”

Elvis Presley, Memories (Menphis, 16 agosto 1977)

 

 

“Passa un giorno, un mese, un anno,

 passa un altro compleanno

 che ci trova qui felici

 perché siamo sempre amici”.

Amore in Formula 2, il film

 

 

Negli anni ’60 abbiamo capito cosa significasse il potere del denaro ed Enzo Ferrari capì anche che eravamo troppo piccoli per continuare da soli come piccolo costruttore indipendente. Nel 1966 ci fu la prima vittoria Ford a Le Mans, e ci accorgemmo di quanto potevano fare i grandi mezzi economici e l’organizzazione di una grande industria, ma il 1967 rappresentò una svolta nella storia delle corse. Quell’anno la Scuderia Ferrari si presentò a Le Mans con ben 21 meccanici, numero record, mi ricordo che normalmente si andava alla 24 ore con 12-16 meccanici”.

Mauro Forghieri intervistato da Massimo Campi il 5 giugno 2013.

 

 

 

“La notte cade su di noi

la pioggia cade su di noi

la gente non sorride più

vediamo un mondo vecchio che

ci sta crollando addosso ormai

Ma che colpa abbiamo noi”.

Ma che colpa abbiamo noi, The Rokes

 

 

“Ok ragazzi, oggi non dobbiamo costruire un’auto da corsa ma attraversare il deserto del Sahara senza una goccia d’acqua…”.

Bruce McLaren, pilota e costruttore di un mito

(foto “Bruce McLaren 1966” Fotograf Lothar Spurzem)

 

 

“Eri piccola, piccola, così!”.

Fred Buscaglione, grande cantante dimenticato (ahimè)

 

 

“Il vero lusso? L’intelligenza”

Karl Lagerfeld, stilista

 

 

Senza parole

Didascalia lasciata intenzionalmente vuota

 

 

Siamo saliti a bordo nonostante i divieti per esercitare i nostri diritti e doveri di parlamentari - aggiunge - siamo qui per verificare le condizioni dei passeggeri e dell’equipaggio. Chiediamo che siano fatti sbarcare tutti immediatamente”.

Riccardo Magi, dichiarazione al Secolo XIX del 27/01/2019

 

 

Bohemian Rhapsody fa incetta di premi ai Golden Globe”

Il Secolo XIX del 7 gennaio 2019

 

   

 

“A Natale chiuderò la mia chiesa per obiezione di coscienza”.

Don Paolo Farinella, Parroco della Chiesa di San Torpete a Genova

 

 

“… non riesco a capire il motivo per cui tua moglie ti abbia lasciato: sei una massaia perfetta! …così perfetta che in alcuni momenti della giornata assomigli a mia madre!

Ti va dunque, se da oggi in poi, ti chiamerò “mamma?”

Gene Sacks regista, sul set del film “The odd couple”

 

 

“I fatti dell'8 settembre del 1943, l'armistizio, fecero dell'Italia un Paese allo sbando”.

Focus.it

 

 

La cosa importante di questo paese […]

è che si deve togliere questo senso di provincialismo…

Sergio Marchionne, A.D. FCA

 

Copyright Scuderia FERRARI

 

Copyright repubblica.it

 

 

Speciale mimetiche tedesche (Sezione Modellismo)

 

1. SS-PanzerdivisionLeibstandarte Adolf Hitler”, Untersturmführer (Sottotenente). Battaglia del Belgio – Offensiva delle Ardenne, dicembre 1944

10. SS-Panzer-Division "FRUNDSBERG". Sacca di Falaise, agosto 1944

2.SS Das Reich, SS OBERSTURMFÜHRER (Tenente). Battaglia NORMANDIA, agosto 1944

2.SS Das Reich, SS Oberscharführer (Maresciallo – capo squadra). Battaglia NORMANDIA, agosto 1944

Speciale FERRARI 250 GTO (Sezione Modellismo)

FERRARI 250 GTO. Piloti fratelli RODRIGUEZ, 1000 km PARIGI-MONTLHERY 1962

FERRARI 250 GTO (Telaio 3387 GT). Piloti: Phill HILL e Olivier GENDEBEN. Primo di classe alla 12 ORE DI SEBRING 1962


FERRARI 250 GTO (Telaio 3851 GT). Pilota: Paolo COLOMBO. Primo di classe alla ALPEN BERGPREIS AM ROßFELD 1963


FERRARI 250 GTO. Piloti Egidio NICOLOSI - Luigi TARAMAZZO, TARGA FLORIO 1963

 

 

 

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